giugno 24, 2024info@assoaerovalledelliri.itiscrivetevi

Ci Siamo Vestiti di Cielo

Quando tutti erano chiamati ad esercitare il diritto e a rispondere al dovere di servire la Patria in armi, coloro i quali “partivano per il militare” si dividevano fra gli entusiasti di misurarsi con una vita diversa, gli indifferenti per i quali il servizio militare era una cosa da farsi come andare a scuola e coloro che ne avrebbero fatto volentieri a meno.

Al momento del congedo però prevaleva il sentimento di aver compiuto un dovere necessario, di aver stretto vincoli di cameratismo indissolubili, di aver vissuto secondo valori che arricchivano la vita, di aver perpetuato il cammino dell’onore tracciato dai caduti per la Patria e di accettare qualsiasi sacrificio pur di difendere tali valori assoluti.

Da queste ultime considerazioni nasce il desiderio di proseguire in quel solco per ricreare nel quotidiano uno spazio in cui ritrovarsi per dare testimonianza che il giuramento è per sempre.

Le Associazioni d’Arma rispondono a questa esigenza, divenuta più gravosa da quando una legge, anticostituzionale (Art. 52 della Costituzione), ha tolto ai giovani il diritto/dovere del servizio militare.

Le stesse Associazioni hanno il compito di mostrare ai giovani i valori connessi al servizio militare.

La Valle del Liri con Balsorano, l’Alta Terra di Lavoro, Sora e Isola del Liri, è territorio che ha risposto con entusiasmo al richiamo della vita militare, sia come servizio permanente effettivo che come servizio di leva e molti hanno optato per l’Arma Aeronautica.

Per anni pochi volenterosi hanno cercato di aggregare i congedati, ma la dispersione in piccoli numeri localizzati in frazioni e contrade sperdute non ha permesso la formazione di una Sezione dell’A.A.A., ora splendida realtà: finalmente l’attuale gruppo dirigente della Sezione della AAA Valle del Liri, ha ottenuto che più località di un territorio si federassero come un solo organismo e sommando le scarse consistenze locali ottenevano l’organico necessario per soddisfare i parametri   di riconoscimento di Sezione.

Con orgoglio la nostra Sezione si intitola al MOVA Ten. Maurizio Simone immolatosi scientemente per soccorrere un suo gregario in difficoltà: esempio egregio di altruismo, di cameratismo e di senso dell’onore.

Nel suo ricordo la Sezione Valle del Liri intende testimoniare i valori propri di chi si sente parte soggettiva della Nazione, di chi vuole onorare i caduti e le motivazioni che li hanno spinti al sacrificio, di chi crede ancora nella Patria/Nazione e di chi è ancora disponibile a servire la Patria senza “se” e senza “ma”.

Organigramma

  • Presidente il Cap. Pilota Com.te Davide D’agostino
  • Vice Presidente e Addetto Stampa il Serg. Specialista Autiere Damiani Rodolfo
  • Secondo Vice Presidente il Serg. V.A.M. Lucidi Michelino
  • Tesoriere Primo Aviere V.A.M. Montebello Massimo
  • Segretario e Secondo Add. Strampa il Sig. Mantova Federico
  • Consiglieri: Primo Aviere V.A.M. Inannone Nicola, Aviere Scelto La Posta Vincenzo
Benedizione del Labaro, presso Santa Restituta (parificata alla Santa Casa di Loreto). Madrina dell’evento la Mamma dell’Eroe Sig.ra Antonietta Simone Cedrone-2015

Tenente MOVA Maurizio Simone

Il dono più grande di un giovane Falco Blu

Ore 10 di mercoledì 18 dicembre 1985. l’aeroporto militare di Guidonia, nei pressi di Roma, è inondato di sole. L’aria è limpidissima. Una giornata ideale per le esercitazioni degli allievi paracadutisti della squadra acrobatica dell’Aeronautica militare, i famosi Falchi Blu. Un G 222 decolla e sale a duemila metri. A bordo hanno preso posto 7 allievi e il tenente istruttore Maurizio Simone, 26 anni. Due allievi si lanciano. Tutto bene. I due paracaduti si sono aperti come fiori sbocciati nel cielo. Il comandante dell’aereo fa di nuovo scattare la luce verde, il segnale di lancio. Tocca al sottufficiale Cosimo Cavallo di 19 anni. Si butta con tranquilla sicurezza: è al suo trentesimo lancio.

Il tenente Simone si accorge immediatamente che qualche cosa non funziona nel paracadute del giovane allievo. Lo vede precipitare a candela, agitandosi disperatamente nel tentativo di sganciare la leva a mano che permette l’apertura del grande ombrello bianco. Simone non ha un attimo di esitazione. Si fa largo tra i paracadutisti che stanno per lanciarsi e si getta in caduta libera. “Nuotando” nell’aria riesce a raggiungere Cosimo Cavallo. Lo afferra e cerca di aiutarlo ad aprire il paracadute. Mancano ottocento metri all’impatto con il terreno. Nonostante tutti gli sforzi, il paracadute di Cosimo si apre solo parzialmente. Mancano quattrocento metri al suolo.

Il tenente Simone non pensa a sé, non tiene conto dei secondi che passano inesorabili: non fa caso neppure al sonar che lo avverte che sta superando i limiti di sicurezza. La sua preoccupazione è tutta per il compagno. Cerca di aprire il paracadute con le mani, ma è troppo tardi. Si schiantano al suolo. Maurizio Simone muore sul colpo. Cosimo spira poco dopo all’ospedale. Il giorno dopo, i titoli sui giornali, una medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per l’eroico tenente Simone, la commozione dei Falchi Blu. Molti tuttavia si chiedono: “perché l’ha fatto? Chi era?”. Al suo paese, solo gli amici più intimi sanno. Il brillante tenente dei parà Maurizio Simone aveva un segreto: “studiava da prete”.

Tra due anni, sistemati i genitori e i fratelli minori, sarebbe entrato in seminario. “La sua vita era tutta dedicata agli altri”, dice un amico. “Che sia arrivato a sacrificare la vita per gli altri, non mi ha sorpresa”, afferma una ragazza. Il sindaco aggiunge: “il gesto di Maurizio è stato coerente con la sua personalità, fatta di solidarietà e di amore per gli altri”; ed il parroco: “Maurizio è stata una di quelle persone che ti fanno capire la presenza del Signore fra di noi”

Tenente Simone
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